SACE - Simest: Export italiano dicembre 2020

di lettura

Il 2020 si è chiuso con una flessione dell'export italiano di beni del 9,7% rispetto all'anno precedente, il dato peggiore dalla crisi del 2009 ma comunque superiore alle attese.

Image

Mese di riferimento

La congiuntura. Nonostante si sia registrato un calo rispetto al mese precedente (-3,8% dic. 20 vs. nov. 20), il dato trimestrale mostra un andamento positivo (+3,3% nell’ultimo trimestre rispetto a lug-set).

Il trend. A dicembre si è osservata una crescita delle esportazioni in termini tendenziali (+3,3% rispetto a dicembre 2019), con un rialzo dei volumi e una sostanziale stabilità dei valori medi unitari.

Contesto globale. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, la domanda è cresciuta soprattutto nei mercati extra-Ue (+4,1%) in particolare in Cina, Africa settentrionale e Mercosur. In Ue crescono soprattutto la domanda polacca, ceca e tedesca.

Andatamento 2020

Il 2020 si chiude con le esportazioni in calo del 9,7% rispetto al 2019, ma comunque superiore alle attese (-11,3% la «ottimistica» previsione di SACE). Particolarmente colpiti dallo shock pandemico tessile e abbigliamento (-19,5% rispetto al 2019), meccanica strumentale (-12,6%) e legno e carta (-11,7%).

Dentro e fuori l’Unione Europea

In alcuni Paesi comunitari la contrazione è stata inferiore alla media:

  • nell’Ue, si segnalano le performance di Polonia (-4,1% 2020 vs 2019), Germania (-4,8%) e Paesi Bassi (-6,2%), con l’eccezione positiva del Belgio (+4,3%)
  • tra i mercati extra-Ue si segnalano Cina (-0,6%), Svizzera (-2,9%), e Stati Uniti (-6,7%). Particolarmente negative le esportazioni dirette verso Africa Settentrionale (-15,1%), Paesi Opec (-15,8%), Paesi Asean (-16,1%), e India (-23,9%).

Focus Paesi

Nel 2020 si osserva una flessione superiore alla media del settore tessile in Svizzera, Stati Uniti e Spagna (rispettivamente -20,8%, -27,4% e -25,8% rispetto al 2019); le performance dei prodotti agricoli sono positive in Svizzera (+15%) e leggermente negative in Spagna (-1,1%), mentre si rileva un forte calo verso gli Stati Uniti (-12,8%).

È in crescita verso tutti e tre i Paesi la domanda di articoli farmaceutici (US +1%, Svizzera +2,1%, Spagna +4,5%). Nonostante la crisi del settore, le vendite di autoveicoli verso Berna e Washington sono meno negative della media (rispettivamente -4,4% e -3,5%).

Focus industrie e settori

Tutti i raggruppamenti principali di industrie chiudono il 2020 in territorio negativo. La flessione risulta relativamente più contenuta per i beni intermedi (-7,5% rispetto al 2019), che si sono mostrati resilienti dopo i mesi di lockdown.

Dinamica analoga per i beni di consumo (-7,5%), trainati dai beni non durevoli (-6,5%) il cui andamento è stato influenzato positivamente dalla performance di alimentari e bevande e dei prodotti farmaceutici. In dicembre i beni di consumo durevoli mostrano un inizio di ripresa (+6,7% dic.20 vs. dic.19), pur rimanendo in forte contrazione nella media dell’intero anno (-12%).

Più marcato, invece, il calo per i beni strumentali (-11,6%), che hanno sofferto delle scelte di imprese e famiglie in questo anno particolarmente incerto.

Chiudono il 2020 con una flessione moderata i prodotti chimici (-5%) e quelli in gomma e plastica (-7,7%), a conferma della ripresa globale in atto, data la loro natura di anticipatori del ciclo economico. Per i primi, l’export è stato positivo verso Cina (+22,5%) e Belgio (+8,9%). I secondi registrano una buona performance in Cina (+12,6%) e Stati Uniti (-5,7%).

Il calo per gli autoveicoli è stato marcato, specie per i Paesi Ue (-13,7%). Malgrado le cadute a doppia cifra verso alcuni importanti mercati quali Spagna (-31,2%), Regno Unito (-22%) e Francia (-12,5%), non mancano eccezioni positive tra cui Germania (+1,9%) – primo mercato per questi beni con vendite pari a quasi 7 mld di euro – e Belgio (+5%).

Fonte: SACE - Simest

Analisi di mercato
Export ortofrutta 2022: vendite a 5,3 miliardi
Export ortofrutta 2022: vendite a 5,3 miliardi
Secondo Fruitimprese, il comparto ortofrutta tiene in un anno molto difficile grazie soprattutto alla frutta fresca (mele, uva da tavola e kiwi).
Bio Made in Italy in Giappone
Bio Made in Italy in Giappone
Nomisma ha condotto un’analisi sulle opportunità commerciali dei prodotti biologici italiani nel mercato giapponese.
La ripresa del turismo e la filiera agro-alimentare
La ripresa del turismo e la filiera agro-alimentare
Secondo i dati provvisori relativi al 2022, le presenze turistiche sono aumentate del 37% rispetto all’anno precedente (clienti non residenti +81,2% e residenti +11,3%).
Indagine conoscitiva sul Made in Italy
Indagine conoscitiva sul Made in Italy
L’Istat ha presentato il Dossier “Contributi alla ripresa del Made in Italy e segnali di vulnerabilità dei Sistemi Locali del Lavoro” alla Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati.
Previsioni Demoskopika flussi turistici 2023
Previsioni Demoskopika flussi turistici 2023
“Tourism Forecast 2023” dell’Istituto Demoskopika stima arrivi, presenze e spesa turistica per regione, elaborando la serie storica dei flussi dal 2010 al 2022.
Export distretti: Piemonte, Lombardia e Triveneto
Export distretti: Piemonte, Lombardia e Triveneto
Risultati export delle principali regioni del nord ad elevata intensità distrettuale nei primi 9 mesi 2022, elaborati dal Centro Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
Le maggiori aziende Moda con sede  in Italia
Le maggiori aziende Moda con sede in Italia
L’Area Studi Mediobanca ha pubblicato il nuovo report sulle Maggiori aziende Moda Italia che aggrega i dati finanziari di 152 società con sede in Italia e fatturato superiore a € 100mln.
Classifica 10 migliori formaggi al mondo: 8 sono italiani
Classifica 10 migliori formaggi al mondo: 8 sono italiani
Secondo la graduatoria globale di TasteAtlas, l’atlante internazionale dei piatti e dei prodotti tipici locali, i formaggi italiani sono i migliori al mondo tra gli oltre 100 analizzati.
SACE SIMEST Export italiano dicembre 2022
SACE SIMEST Export italiano dicembre 2022
Le vendite oltreconfine di beni Made in Italy hanno chiuso il 2022 in crescita del 19,9% sfiorando così i 625 miliardi di euro.
L’industria internazionale del caffè
L’industria internazionale del caffè
Secondo il report di Area Studi Mediobanca, i torrefattori italiani sono primi in Europa per redditività e, nel 2021, hanno superato le vendite pre-covid.