23 settembre 2020

Guida Obiettivo India

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Sace - Simest ha pubblicato una guida dedicata alle imprese italiane interessate al mercato indiano.

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Il PIL indiano, dopo avere registrato una timida crescita del 3,1% su base annua nel primo trimestre del 2020, ha subito le conseguenze del lockdown che ha portato a una contrazione del 23,9% nel secondo trimestre, per un risultato sui 12 mesi stimato a -5,8%.

La riduzione delle importazioni indiane nei primi due trimestri del 2020 ha raggiunto, rispettivamente, il 14,3% e il 45,8% su base annua (il calo degli acquisti di beni dall’estero è previsto in diminuzione del 23,9% rispetto al 2019).

Il made in Italy in India

L’Italia è uno dei principali partner commerciali europei dell’India, interessante meta di export e di investimenti. Nel periodo 2016-2019, l’export italiano verso l’India ha registrato un balzo del 22,28%.

La recente riduzione della domanda indiana causata dalla pandemia non risparmierà le aziende italiane che nel 2019 avevano esportato verso l’India beni per 4 miliardi, concentrati prevalentemente nei settori della Meccanica strumentale (oltre il 40% del nostro export verso il Paese asiatico), della Chimica e dei Prodotti del metallo (che insieme valgono un ulteriore 25%).

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020, l’export italiano di beni nel Paese è sceso del 33,8% rispetto all’anno precedente, mentre le previsioni per i 12 mesi indicano una contrazione complessiva del 15,4% (Fonte: Oxford Economics). Le previsioni per il nostro export nel Paese indicano:

  • nel 2020 un crollo più marcato nei settori Gomma e plastica (-24,8%), Prodotti in metallo (-30,9%) e Meccanica strumentale (-14,8%)
  • un 2021 con le esportazioni italiane in aumento dell’11,8%, trainate dai settori Chimica (+15,1%), Gomma e plastica (+20,5%), Prodotti in metallo (+19,9%) e Meccanica strumentale (+8,6%).

Sotto il profilo delle barriere tariffarie, l’India mostra un moderato grado di apertura, con quasi l’80% dei prodotti collocati nella fascia di dazi tra l’1,5% ed il 10,6%: in questo intervallo troviamo farmaci, macchinari e prodotti del settore tessile-abbigliamento. Meno del 15% dei prodotti rientra in una categoria medio/alta di dazi doganali. I valori più elevati, compresi tra il 50% ed il 150%, colpiscono principalmente vino e alcolici, olio di oliva, caffè, tè, autoveicoli, motociclette e cereali. La Food Safety & Standards Authority of India (FSSAI), agenzia competente in tema di sicurezza e standard alimentari, pone criteri rigidi per l’importazione dei prodotti stranieri.

Settori più promettenti

Macchinari / Meccanica Strumentale

Il settore dei macchinari meccanici ed elettrici rappresenta oltre il 45% dell’export italiano in India. Una interessante opportunità è rappresentata dal piano di sviluppo governativo Make in India, che punta a facilitare investimenti, stimolare l’innovazione e costruire una infrastruttura manifatturiera locale di livello internazionale con incentivi in 25 macrosettori economici. Le opportunità per il Made in Italy: macchine per la lavorazione agroalimentare, del legno, del marmo, delle pelli, della plastica, della ceramica, di fili e cavi; macchine utensili, tessili, agricole e per l’imballaggio.

Food Processing

La trasformazione dei prodotti alimentari si colloca al quinto posto in termini di produzione, consumo ed esportazioni, con un valore che dovrebbe raggiungere 666 USD/mld entro il 2024, con una crescita annua del 12,4% nel quinquennio 2019-2024. In India una notevole quantità di prodotti alimentari viene sprecata a causa di infrastrutture inadeguate e dell’arretratezza degli impianti di imballaggio, di stoccaggio e dei mezzi di trasporto utilizzati (si stima che nel prossimo decennio l’India possa attirare Investimenti Diretti Esteri  in questo settore per circa 33 USD/mld).

Green economy

Sono previsti investimenti da 55,32 USD/mld nei prossimi tre anni per raggiungere l’obiettivo di 175 gigawatt (GW) di energia rinnovabile nel Paese. Allo stato attuale, il contributo delle energie rinnovabili alla capacità già installata di 159 GW è del 10% (circa 17 GW):

  • 69% energia eolica
  • 16,1% energia idroelettrica
  • 8,2% cogenerazione biogas
  • 5,2% biomasse.

Nel settore delle biomasse il potenziale è enorme: la capacità installata non raggiunge i 2 GW, mentre il potenziale auspicato dal Governo è di circa 20 GW. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per la promozione dell’industria e del commercio (DPIIT), i flussi di IDE nel settore energetico indiano tra aprile 2000 e dicembre 2019 sono stati pari a 9,1 miliardi di dollari.

Farmaceutico

Il mercato indiano è il terzo più grande al mondo in termini di volume e il tredicesimo in termini di valore, rappresentando, rispettivamente, circa il 20% ed il 10% dell’industria farmaceutica globale, con previsioni di crescita comprese tra il 15% al 20% nel prossimo decennio. Il paese è un importante produttore di API (Active Pharma Ingredients) e formulazioni. Le sue aziende farmaceutiche includono operatori globali in farmaci generici e vaccini.

Gli IDE al 100% sono consentiti attraverso percorsi automatici per progetti farmaceutici greenfield, mentre per progetti brownfield fino al 74% con procedura automatica e fino al 100% mediante autorizzazione governativa.

Il governo indiano punta a realizzare il National Health Protection Scheme, il più grande programma di assistenza sanitaria finanziato dal governo al mondo, che dovrebbe supportare 100 milioni di famiglie povere nel Paese fornendo una copertura assicurativa pubblica fino a circa 8.000 USD per famiglia all’anno per le cure secondarie, per il ricovero e per le cure terziarie.

Infrastrutture

Il governo indiano ha annunciato nel Bilancio dell’Unione 2019/20 di voler spendere circa 1.400 USD/mld nel settore nei prossimi cinque anni. Secondo le previsioni, l’India potrebbe diventare il terzo più grande mercato mondiale delle costruzioni già nel 2022, necessitando sulla carta di investimenti in infrastrutture per un valore di circa 780 USD/mld.

Le Strade e autostrade hanno bisogno di un maggior impulso e di investimenti per assicurare al Paese le necessarie strutture logistiche e uno sviluppo economico stabile e più veloce.

Nelle ferrovie occorre potenziare e adeguare la rete esistente e implementare una serie di collegamenti ad alta velocità tra le maggiori città del Paese e tra le direttrici commerciali attualmente sovraffollate dal trasporto su gomma.  Le ferrovie indiane hanno ricevuto uno stanziamento di 10,33 USD/mld nel Bilancio 2020/21.

Per quanto riguarda le telecomunicazioni e l’energia, nel Bilancio 2019/2020 sono stati stanziati 5,35 USD/mld per lo sviluppo delle telecomunicazioni e dei servizi postali, mentre sono stati proposti 3,11 USD/mld per il settore energetico e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Dispositivi medici

Il settore dei dispositivi medici in India è attualmente stimato in 5,2 USD/mld, con un tasso di crescita del 15,8% negli ultimi cinque anni. L’India è annoverata tra i primi 20 mercati globali del settore ed è il 4° più grande mercato in Asia dopo Giappone, Cina e Corea del Sud. Dovrebbe raggiungere, secondo alcune stime, i 50 USD/mld entro il 2025. I prodotti importati rappresentano circa l’80% delle vendite totali, in particolare di fascia alta come quelli per la diagnostica del cancro, l’imaging medico, le scansioni ad ultrasuoni e le tecnologie PCR.

Agroalimentare

Si stima che il valore del settore in India raggiungerà i 45 miliardi di Euro nel 2025, con alcuni segmenti ad alto potenziale di crescita individuati dal governo di Delhi quali cereali, snack salati, ingredienti per condimento, bevande energetiche e salutari, prodotti dolciari, alimenti biologici e caseari, prodotti da forno. Tra le criticità si segnalano gli elevati dazi imposti sull’importazione di prodotti agroalimentari (ad es., del 56,98% sull’olio di oliva, del 48,96% sulla pasta e del 165% sul vino).

E-commerce

L’e-commerce in India è previsto in crescita fino a 200 miliardi di USD entro il 2026. La base di utenti Internet dovrebbe raggiungere 829 milioni di individui nel 2021. I maggiori player del mercato sono Flipkart e Amazon India, con quote pressoché uguali intorno al 31,5%, e marketplace specializzati in determinati settori industriali come Nykaa, IndiaMart, Snapdeal, PayU, PayTM, MakeMyTrip, Myntra e JustDial.

Download:Obiettivo India

 

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