Brief CDP sulle materie prime critiche

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Transizione ecologica e digitale: il punto sulle materie prime critiche.

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La UE ha identificato dieci settori di intervento per rafforzare il posizionamento all’interno dello scacchiere internazionale alla luce delle tendenze globali in atto. Uno di questi è l’approvvigionamento di materie prime critiche (MPC).

Le materie prime vengono definite critiche per la loro importanza economica e per il rischio di fornitura ad esse associato: sono cruciali per molte tecnologie strategiche per raggiungere la neutralità climatica e alimentare l’innovazione digitale.

Il Brief di CDP segnala che i Paesi UE hanno una dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche superiore all’80%. L’approvvigionamento di MPC rappresenta, dunque, una questione di sicurezza europea.

Per batterie, motori di trazione e pannelli fotovoltaici la partecipazione europea alle catene del valore risulta irrilevante in tutte le fasi della supply-chain.

Tecnologie chiave come eolico, batterie, elettrolizzatori, pannelli solari, pompe di calore, sono caratterizzate da una produzione molto concentrata geograficamente. I tre maggiori Paesi produttori rappresentano almeno il 70% della capacità produttiva globale, con la Cina che risulta spesso dominante.

Contrariamente, l’industria europea è riuscita a ritagliarsi un ruolo importante in altre fasi di alcune filiere (beni lavorati per le celle a combustibile e per la stampa 3D o per la fase di assemblaggio, per l’eolico e la robotica).

“In uno scenario coerente con la neutralità climatica, la Commissione Europea stima che al 2050 la domanda annua di litio da parte della UE potrebbe aumentare di 56 volte rispetto ai livelli attuali, quella di cobalto di 15, per le terre rare decuplicherebbe”.

Mitigare i rischi di approvvigionamento

La UE è esposta a potenziali interruzioni nelle forniture di materie prime critiche a causa della limitata produzione interna e della dipendenza dagli approvvigionamenti da Paesi caratterizzati da elevato rischio geopolitico.

L’economia circolare fornirà un contributo importante per contenere il disallineamento tra domanda e offerta. Al 2040, tramite il riciclo delle batterie esauste, la UE potrebbe soddisfare oltre la metà della domanda di litio (52%) e di cobalto (58%) attivata dalla mobilità elettrica.

In Italia, il potenziale derivante dal riciclo dei prodotti tecnologici è elevato: a fronte del raggiungimento del tasso di raccolta dei best performer europei (70-75%) si potrebbero recuperare circa 7,6 mila tonnellate di MPC, pari all’11% delle importazioni dalla Cina nel 2021.

Per incrementare la resilienza degli ecosistemi industriali europei saranno inoltre necessari nuovi investimenti in tecnologie, capacità e competenze per gestire all’interno dei confini comunitari il ciclo di vita delle materie prime critiche.

Principali materie prime critiche

Molte MPC svolgono un ruolo importante all’interno delle catene del valore di nove tecnologie impiegate in almeno tre settori strategici per la UE (rinnovabili, mobilità elettrica, difesa e aerospazio).

Litio e cobalto sono fondamentali per la produzione di batterie agli ioni di litio per auto elettriche e altri dispositivi tecnologici nonché per le celle a combustibile da cui origina energia elettrica pulita

I borati sono cruciali per la produzione di vetro e ceramica ed entrano in tutte le nove tecnologie eccetto le batterie

Le terre rare hanno varie applicazioni per le loro proprietà magnetiche: aerospazio, difesa, energie rinnovabili, smartphone, televisori,  fibra ottica, magneti permanenti ( suscettibili di applicazione nell’automotive, nella medicina e nelle rinnovabili).

Tecniche sostenibili di prospezione mineraria hanno recentemente consentito la scoperta di un giacimento di terre rare in Svezia (le cui riserve ammontano a oltre un milione di tonnellate). Includendo tale rinvenimento, la quota di riserve europee di terre rare passerebbe dall’1% a poco meno del 2%.

Anche in Italia sono presenti giacimenti di materie prime critiche. Ad oggi, diversi permessi di ricerca sono attivi10: nell’arco alpino (Piemonte e Lombardia) per il ritrovamento di cobalto, metalli del gruppo platino e terre rare; nella fascia vulcanico-geotermica peritirrenica (Toscana-Lazio-Campania) e in quella della catena appenninica (da Alessandria fino a Pescara) per il ritrovamento di litio geotermico.

Il documento è stato coordinato da Andrea Montanino e Simona Camerano e predisposto da Alessandra Locarno e Simone Passeri. I dati riportati si riferiscono alle informazioni disponibili al 13 febbraio 2023.

Fonte: Brief CDP (Transizione ecologica e digitale: il punto sulle materie prime critiche)

 

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